Così forte così vicino

(Life is funny but not haha funny. Peculiar, I guess.)

Sono passati giusto due anni o poco più da quando, in piena mania da lettura in lingua originale, mi sono imbattuta in un libro che in inglese si chiama Extremely loud and incredibly close e in italiano è stato tradotto come Così lontano così vicino. Ero in cerca di un libro di Nick Hornby o qualcosa del genere, insomma una letturina leggera, quando mi capita tra le mani questo libro rosso bianco e nero. Lo studio, leggo i commenti della stampa sulla copertina: “Dazzling” (qualunque cosa volesse dire, suonava bene), “Baeutiful”, “Funny”. Ok, lo compro. Lo sfoglio velocemente, ci sono anche delle figure. Vado alla cassa convinta di fare un affarone. E in effetti l’ho fatto, peccato che non abbia letto anche “Heartbreaking” stampato ben al centro della copertina.

Per chi di voi non ne abbia mai sentito parlare, questo libro è a mio parere un capolavoro. Racconta la storia di un bambino di 9 anni, del Papà che muore nell’attentato delle torri gemelle e di un mistero legato ad una chiave. Questo non è un romanzo, una storia vera, ma una favola. E per capirla e apprezzarla bisogna essere un pò bambini. C’è tanto amore dentro che davvero ti si spezza il cuore a sapere che si può amare così tanto e soffrire di più. Io che sono in genere parca nell’uso dell’A-word, l’ho già usata due volte in una frase e mi sembra l’unica totalizzante espressione per descrivere quello che c’è in questo libro.

Consiglio per gli acquisti? Forse. Ma se lo regalate leggetelo prima voi, perchè dare questo libro a qualcuno non è come regalare l’ultimo libro della Littizzetto. Bello, per carità, ma è un “ciapa post” (=occupa spazio) dopo che lo si ha leggiucchiato con ancora le briciole di panettone sul maglione. Invece Così vicino così lontano è una malattia. Ti dà un pò di male di vivere, e in quanto malato, hai la consapevolezza che tutto ha un(a) fine e che va preso e accarezzato giorno per giorno.

Mancano poche pagine alla fine di “Guerra e Pace” e dopo di chè ritornerò a leggere Extremely loud and incredibly close, per vedere se adesso che il mio inglese non è più quello di un bambino di 9 anni posso apprezzarlo di più, di meno o chissà cosa.

“We need enormous pockets, pockets big enough for our families, and our friends and even people who aren’t on our lists, people we have never met but still want to protect. We need pockets for borough, for cities, a pocket that could hold the entire universe. (…) But I knew there couldn’t be pocket that enormous.  In the end, everyone loses everyone.”

Il messaggio finale è (soprattutto!) leggete il libro e rifuggite dal film. Sta per uscire, non so esattamente quando ma sta minacciano il sacrosanto diritto al Bovarismo e alla libera immaginazione. Il padre è Tom Medioman Hanks. La mamma è Sandra ex-fidanzatina-d’america Bullock. La nonna: dal trailer non è pervenuta. Insomma, ci sono tutti i presupposti per rovinare un bellissimo libro.

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