Luci


(I love the Smiths. Che quando lo dice lei inizi a capire che è una superstronza. Però è vero. I love the Smiths too.)

Che questa gente abbia un travagliato rapporto con le luci è più che ovvio.

Senza andare a chiamare uno psicologo del calibro di Raffaele Morelli, qui vedono poca luce d’inverno e di rimando impazziscono per ogni cosa che sbrilluccichi.

La mia coinquilina ha tentato di convincermi che era necessario svegliarsi la domanica mattina per accendere la candela dell’avvento per tutte le domeniche mattina dell’avvento. Che fanno una decina di ore di sonno andate per sempre. E va bè che spesso il mio motto è “I will sleep when I am dead” però mi sembra che questa storia delle candele sia finalizzata a velocizzare il processo. Così, cassate le candele dell’avvento, abbiamo decorato le finestre che danno sulla strada e anche quelle che non danno sulla starda perchè qui la battaglia delle finestre si combatte in ogni direzione! Rigorosamente luci LED, così si risparmia energia, che disegnano un arabersco sul vetro. Lei ha messo dei rami finti con delle candele a forma di mela e le lucine. In più ho degli altri LED che cadono continuamente nella mia camera e in più c’è un cuore sulla sua finestra. Intanto, credo di avere gettato scompiglio nel vicinato per questa inusuale decorazione. Gli svedesi, da che ho visto io, non fanno gossip ma hanno una memoria da elefante. Ecco, sche

data per sempre come la forestiera che ha rovinato il Natale!

Le luci, che sia Natale o meno, ce le hanno in testa sempre. Da questo autunno, cioè da quando avere le luci serve a qualcosa, sto combattendo una personale battaglia con la mia coinquilina per spegnere le luci della stanza quando la si lascia. La battaglia è lunga e logorante ma ho ancora 4 mesi buoni di buio per far passare il concetto! Che poi sabato sera sono tornata a casa tardi e un pò “alterata” e domenica mattina ho trovato la luce accesa. Che sia stata io?

Come se non bastasse, le luci le devi avere anche quando vai in bicicletta. Davanti e dietro! La mai graziella svedese, una Crescent “gammaldags” tipo questa, ha la dinamo davanti ma non più dietro per cui se mi ricordo la torcia bene, altrimenti rischio 500 SEK di multa se la polizia svedese mi coglie sul fatto. E fanno anche gli appostamenti, altro che autovelox! La cassa si fa sulle luci della biciletta.

Oggi però ho visto il meglio che questo paese mi ha riservato in caso di luci. Esco dal lavoro e incontro un ragazzo con al guinzaglio un cane. Con le luci. Il cane aveva delle luci rosse al collare, tipo luci di posizione.

Grazie Svezia per regalare sempre grandi emozioni!

  1. Pingback: (500) Days of Summer « ilmiogrimmauldplace12

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