Dove avevo la testa?

(your head will collapse but there’s nothing in it!)

Come ogni anno si è consumata la cena di Natale del mio Dipartimento e proprio da lì sono appena tornata.

La tradizione vuole che ci sia tutta la tradizione della Svezia: la cantatina con le Lucie dalle candele in testa, il buffet con il cibo di Natale (che poi è più o meno quello che ti ritrovi a Pasqua e a Midsommar sotto mentite spoglie) e tanta tanta organizzazione.

Parte della meticolosa organizzazione sta nell’assegnare i posti a tavola. Mi sono talmente abituata a questa lotteria del posto a tavola che nelle rare occasioni in cui non ci sono i nomi sul tavolo mi prende la sindrome da gioco della sedia (quello in cui c’è una sedia in meno dei partecipanti) e già mi vedo capitare in uno dei posti più sfigati, da parte al grande capo e a uno che mi sta antipatico per esempio, così che per far andare avanti una conversazione devi sudare sette camicie.

Comunque a questo giro i posti erano assegnati e quindi a prescindere dal vicino ti rassegni al tuo destino nella buona e nella cattiva sorte. In realtà quest’anno la fortuna mi era stata amica ed ero in un estremo del tavolo con due ragazzi con cui chiacchiero abitualmente. Perfetto, aspetto il momento in cui ci si siede e  faccio conversazione sorseggiando il mio glögg.

Quando come pecoroni siamo mandati al tavolo ecco che la situazione è ben diversa de quella che era sulla carta (o meglio sulla tavola) quando avevo controllato. Il mio posto rimane lo stesso ma i miei vicini sono cambiati. I miei nuovi vicini si sono spostati, uno all’interno del tavolo e uno da un altro tavolo, fino a lì. Sono due che non hanno problemi a parlare, per cui non ci saranno imbarazzanti silenzi.

Quello che è imbarazzante è che quando uno di questi due è arrivato in dipartimento, ormai quasi un anno fa, la sottoscritta aveva avuto un improvviso scombussolamento di ormoni, una di quelle inspiegabili attrazioni che non hanno la benché minima traccia di razionalità alle spalle ma che succedono e basta. Gli ormoni, sono poi tornati entro livelli di guardia progressivamente nel giro di poco tempo quanto più avevo modo di parlare con il “vicino” e la ragione ha avuto la meglio sullo stomaco.

Forse non dovrei permettermi di giudicare certe scelte che lui ha fatto riguardanti la sua famiglia, moglie e figlio, ma posso permettermi una parola per quanto riguarda il lavoro. Complottatore della prima ora che come un avvoltoio aspetta che gli altri tirino le cuoia. Charmant fin che vuoi con il capo e poi lancia le frecciatine su chi non gli va a genio. Trascinatore delle masse solo perchè il grande capo ha totalmente perso la testa per lui e quindi il popolo è obbligato a seguire. Incapace di rimanere al gioco quando si gioca e attitudine alla socialità pari a quella di un bambino viziato. Il filtro tra i pensieri e la bocca chiaramente non era di serie su quel modello e infatti tante volte gli perde il cervello e dice qualche cosa che si poteva anche risparmiare. Il suo ego ha subaffittato l’appartamento da parte al suo perchè la casa in cui abita era troppo stretta per tutti e due.

Stasera, lo sentivo parlare e non potevo fare a meno di chiedermi: “Ma dove avevo la testa?”.

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