Jag mår inte så bra…

(Non sentite questa canzone se non volete ritrovarvi a cantarla per i prossimi mesi ininterrottamente. Vincitrice indiscussa del premio “Motivetto Chiodo Fisso 2012”, altro che portoghesi che rincorrono donne e lasciano alludere a cosa ci combinerebbero se solo le pigliassero.)

Comunque, non è per allarmare, ma penso di non stare troppo bene. Come ogni anno in questo periodo, sono stata ingannata dal sole svedese. Evvai, oggi c’è il sole! – penso io – Allora tiro fuori la giacca primaverile e ‘fanculo al piumino. Poi vado in palestra, sudo, esco  e due giorni dopo sono qui a lamentarmi. Come nota a margine, si sappia che la giacca primaverile è quella che uso da Marzo a Ottobre senza discontinuità che anche a Luglio ci possono essere attorno ai 10 gradi la sera. Quindi la fashion victim che c’è in me si allea con il mio io più entusiasta per il sole, i fiori e le gemme sugli alberi e, come ogni anno, inizio la primavera con un super raffreddore, che però segna anche il vero e proprio inizio della primavera, in barba agli equinozi!

Comunque, il cattivo sentore non è solo di corpo ma anche al lavoro.

Come in ogni posto di lavoro che si rispetti, ci sono invidie, gelosie, giochi di potere. Sono quasi sicura che a spiegarla sembrerà la trama di Guerra e Pace, come mio solito, ma ci provo.

Dunque, nel nostro Dipartimento (D maiuscola, davvero?!) ci sono attorno alle 80 persone, divise in gruppi. Ogni gruppo ha un capo che fa il bello e il cattivo tempo, sotto al capo ci sono i ricercatori in numero variabile, sotto i ricercatori i post doc, sotto i post doc i dottorandi, sotto i dottorandi gli studenti della specialistica, sotto gli studenti della specialistica c’è solo la nuda terra. E mi possono venire a raccontare fin che vogliono delle “gerarchie piatte” alla svedese ma dove lavoro io è un’oasi di internazionalità in mezzo al welfare svedese, nel bene e nel male.

Il problema è fondamentalmente uno, cioè che una dei professori, insignita di tale titolo qualche mese fa e con notevoli problemi di ego, ha deciso che lei e il suo gruppo sono troppo fighi e non vogliono seguire la filosofia alla “Pennello Cinghiale”: “Non cogliamo un grande laboratorio, ma un laboratorio grande”. Ragion per cui stanno giocando a Risiko con le stanze assegnate agli altri gruppi e adesso io sono nella fottuta Kamchatka con 2 carrarmatini. Oggetto del contendere da lungo tempo è il laboratorio in cui sono io, che è condiviso tra il mio gruppo e il loro e la scusa per l’attacco alle nostre posizioni sarebbe che noi siamo la causa di potenziali sciagure con migliaia di morti per imperizie nel campo della sicurezza. La mia personale opinione è che la colpa è di tutti quelli che ci sono dentro, se si può considerare insicuro avere uno scatolone sotto a un tavolo perchè non c’è spazio sulle mensole. Mi sembra di giocare a rialzo: ho dovuto mettere tutte le cose rialzate in modo che quando le andrò a tirar giù dallo stipetto in alto nell’angolo mi cadranno in testa e un bel trauma cranico per la signorina in camice bianco!

Comunque, dalla guerra psicologica dei mesi scorsi, fatta di etichette nominali su ogni ripiano, lucchetti negli armadietti e liste di proscrizione per chi non ha gettato la spazzatura, siamo passati alle mail intimidatorie. La mail non l’ho vista, ma il ricercatore che sta sopra ai post doc che stanno sopra di me mi ha detto che era davvero troppo e che secondo lui il laboratorio andava bene (per non parlare dell’ordine ai limiti del patologico in cui ho messo i miei substrati oggi!) e che stanno solo buttando in aria un polverone.

Non starò nemmeno a parlare della professoressa-alfiere del male che ci vuole buttare in un altro laboratorio per espandere il suo dominio (e conquistare 24 laboratori) perchè… bè, perchè è locca. Queste sì che sono motivazioni con un capo e una coda. Dico solo che mi fa venire in mente Francesca Reggiani, che non mi ha nemmeno mai fatto tanto ridere, e parla con un forzatissimo accento american-british-l’ingelse-lo-so-perdavero e le piace tanto parlare ma ancora di più ascoltarsi e se la tira, ma tantissimo, e c’ha le mani in psta ovunque e parla sempre in svedese quando ci sono degli stranieri e io lo so lo svedese per cui prrrrrrrrrrrr e vuole avere tutto il laboratorio e mandarmi in uno di quei laboratori sovraffollati che sanno di solvente e di zozzo ma io non ci voglio andare.

Kamchatka liberaaaaaaa!

    • Frou

      Davvero non sai cosa vuol dire locca? Probabilmente è la stessa storia di rudo. Comunque, vuol dire scema e l’ultima volta che ho usato questa parola avevo 5 anni, riferendomi alla strega cattiva di Biancaneve. Prove registrate mi danno ragione.

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