Cose che (non) avreste voluto sapere sugli Svedesi

Vivendo in Svezia da ormai più di due anni mi sono abituata a cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.
Polpettine galleggianti in un mare di marmellata, galassie di scarpe vicino alle porte di Tannhauser e silenzi inenarrabili in pausa pranzo.

Ma quando queste verità che ogni giorno hai davanti agli occhi le vedi in un film non puoi fare altro che arrenderti alla vera verità. Gran parte di quello che segue (se non tutto) è venuto fuori dalla visione di Låt den rätte komma in, che in italiano era tradotto come Lasciami entrare.

Pronti per sapere quello che non avreste voluto sapere sugli Svedesi?

Hanno dei maglioni orrendi. Forse non tutti ma una buona parte lo fa senza pudore. Avete presente i maglioni di Natale, quelli rossi bianchi e blu con i ghirigori? Quelli che le nonne, inesorabili, regalano ogni anno con la ferma speranza che noi li indosseremo? Ecco quelli. Ma come ci insegna Elio “fossi figo indosserei vestiti trendy, certe volte son dei capi orrendi” e loro sono trendy. E fighi anche con i capi orrendi.

Adorano i sottopassaggi. Ci saranno non più di centomila automobili in tutta la Svezia e al solo pensiero di dover sfidare la fortuna e attraversare la strada costruiscono un sottopassaggio. Se proprio non possono mettere un sottopassaggio fanno un ponte ma che non ti venga in mente di guardare a destra, a sinistra (realizzare che non c’è nessuno nel raggio di mil svedesi) e correre dall’altra parte.

Esistono padri, madri, mariti, mogli e partner e questi ruoli possono essere ricoperti da un numero che tende a più infinito in una famiglia, il cui concetto è molto elastico. Ovvero c’è il padre del bambino, il marito della madre e il (la) partner del padre e a nessuno gliene può importare di meno che a Beautiful la situazione è molto meno complicata. E meno male dico io!

Sospetti sempre che siano gay e/o alcolisti. Tanto qui, soprattutto per la prima delle due, non gliene frega niente a nessuno. In questo film c’è una scena in cui a casa il padre apre la porta a un signore che si siede e inizia a parlare con imbarazzo al bambino. Qui la mia esperienza in vita vissuta svedese mi ha fatto subodorare che c’era qualcosa sotto. Ok, la so: è il partner del padre! Appena raggiunta questa soluzione, il padre tira fuori un bottiglione di vodka mi balena un nuovo pensiero: alcolista! Ma poi intravedo degli sguardi languidi. Ok, gay. Però, guarda come beve. Alcolista? Alcolista e gay? Per la vostra pace mentale era un alcolista, ma per la mia pace mentale ho letto che la maggior parte delle persone ha pensato che il padre e l’amico fossero una coppia.

Gli Svedesi, se sobri, tenderanno a mantenere una distanza di sicurezza tra voi e loro simile a quella che vi insegnano a scuola guida per le automobili. Per sicurezza.

Questi corrono come instancabili Forrest Gump a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma proprio anche a quelle più impensabili. Se c’è una cosa che gli piace è fare esercizio fisico, far vedere come il freddo e le intemperie abbiano forgiato una nazione di fisici scolpiti dal vento, mentre a noi quello che ci a scolpiti doveva avere un pessimo senso delle proporzioni e una discreta miopia. Come se non fosse abbastanza corrono avvolti in tutine aderenti che vi permettono di vedere ogni singola fibra muscolare tendersi in un tripudio di sudore e fatica. Per la gioia della mia autostima, non sono proprio tutti degli adoni / delle Miss Svezia per cui ritirate dentro la lingua e asciugate lo sbavino.

Gli Svedesi amano l’inglese. Loro parlano della cosa più banale e ci infilano dentro espressioni inglesi che non hanno la benchè minima ragione di essere lì e in quel momento. (Tratto da conversazioni realmente ascoltate). “Compra della frutta, mele o pere. Whatever.”. “Ho comprato dei tanga. O almeno sembrano dei tanga, I guess.”

Per imparare lo svedese è meglio non guardare film, soprattutto questo film, in cui ci saranno dieci minuti di dialoghi su un totale di due ore. Alcuni dei dialoghi sono in codice morse e solo adesso capisco tante cose su quei ticchettii durante il lacerante silenzio della pausa pranzo.

Fortunatamente, in Svezia il tasso di omicidi è praticamente nullo, i bambini sono (per lo più) adorabili e non ci sono vampiri.

PS: Svedesi miei, io vi voglio bene e voi mi piacete tanto però facciamocela ‘na risata ogni tanto. Anche su di voi.

LOL (Lots of Love)

/FrouSvedese

  1. andreabetti

    l’ho adorato e ho rivisto moltissime tipiche anche dei tedeschi… anche se loro nelle tutine ci si infilano per andare in bici e non a correre! =P

    ti seguo sempre, un saluto 😉

    • Frou

      Ma chissà cosa gli fanno le tutine a questi nordici. C’è proprio un amore sconfinato per il nylon…
      Anch’io ti seguo e aspetto un tuo nuovo post! Ciao 🙂

  2. Pingback: Riguardati | Appartamento Svedese
  3. Luca

    Vorrei iniziare questo commento dicendo qualcosa di intelligente.
    Ho pensato la stessa identica cosa su quella dannatissima scena del film:
    gay, gli svedesi sono liberali si sa, alcolista, o mio dio adesso prendono a botte il bambino, gay, o forse si baciano davanti al bambino, alcolista, ok Oskar tornatene pure a casa in autostop, almeno non sarai un’altra povera vittima degli scatti d’ira di un padre ubriacone.
    Che ansie.
    Studio svedese da tre anni, andrò in Svezia quest’estate per la prima volta, il tuo blog mi aiuta a capire e ad alimentare le mie paure, sul popolo di pippi calzelunghe,
    Grazie per il tuo aiuto.
    Luca

    • Frou Svedese

      Ecco, adesso mi sento responsabile per averti contagiato con le mie paranoie Scandinave 😉 Non temere, qua non mordono, semmai sospirano o tacciono.
      Interessante questo tuo interesse per lo Svedese, spero che durante il tuo tempo in Svezia tutto vada liscio.
      In bocca al lupo!
      FrouSvedese

      • Luca

        Purtroppo di svedesi ne ho conosciuti anche da me, quindi la tua colpa sta solo nel confermare quelli che prima pensavo fossero “misstankar”.
        Non sentirti responsabile, pensa che io con lo svedese ci dovrò convivere, sempre.
        Tuttavia è stata una scelta che posso definire ponderata.
        Grazie mille ad ogni modo, spero che tu continui a scrivere storie divertenti e non (purtroppo) sul glaciale popolo.
        Crepi il lupo e det samma!
        Luca

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