NON propositi per il nuovo anno ma opere di bene/3

Questo è l’ultimo proposito opera di bene, credo. Ci sarebbero altri frilioni di cose su cui dovrei aggiustare il tiro (oh, le gioie di essere le più grandi critiche di sé stesse!) ma credo di aver già messo parecchia carne al fuoco.

Ricapitolando, avevo deciso che ci sarebbero stati meno sìssignore e più sticazzi e che I need a fashion shower.

L’ultimo punto che vorrei aggiungere alla mia lista dice ricordati che devi morire.

Adesso spiego. Non che consideri l’eventualità come necessariamente prossima, ma come il frate dice a Troisi in Non ci resta che piangere, ecco: ricordatelo. Infatti mo’ me lo segno.

Chè alla fine io potrei stare qui e annoiarvi con le mie paturnie cosmiche però il nostro tempo è finito (in quanto non destinato a perdurare in eterno) e alla fine c’è da prendere ciò che viene quando viene. E dico prendere non inteso come accontentarsi ma come cogliere ogni occasione. Infatti, mentre io sono qui sul letto, a scrivere queste righe con il computer incastrato tra una costola e una gamba prima di prepararmi per stasera, là fuori il tempo scorre, le persone fanno cose e tu (e io) abbiamo meno tempo di quello che avevamo quando hai iniziato a leggere (scrivere) questa frase. E anche se il concetto è banale adesso che anche tu ne sei a conoscenza l’importante è non farsi prendere dal panico.

Chiudere il computer e iniziare a correre in tondo con le mani nei capelli per l’ansia che potrei averti messo addosso non serve: quello che bisogna fare è farsi prendere da un panico costruttivo.

Per questo, quando capita uno di quei giorni in cui tutto va troppo bene, quando cammini per strada canticchiando nella tua testa “I’m walking on sunshine” e ci credi pure, quello è il momento giusto per farsi prendere dal panico. Un’ansia di vivere, di assaporare appieno quei momenti perchè tempi come quelli non capitano tutti i giorni.

Quest’anno voglio fare cose, non pensarci troppo, sbagliare, rifarle, sbagliare di nuovo, rimanerci male o magari essere soddisfatta. Perchè alla fine devi morire. Magari nel 2113 ma è matematicamente provato che capiterà. E allora tanto vale arrivarci con un sacco di  esperienze e storie da raccontare ai bisnipoti (o ai gatti) piuttosto che essere quella che ha centrato l’obiettivo, si è accontentata e si è seduta lì, smettendo di vivere. Ecco, io non mi voglio sedere, quest’anno rimango in piedi, oh se rimango in piedi.

Cari miei, vi auguro un 2013 pieno di tutte le cose bellissime che volete voi. E ricordatevi che dovete morire.

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  1. zubenELG

    Grazie Frou! È proprio un bell’augurio e non sto scherzando.
    Una citazione di un tizio che ho letto di recente diceva un po’ la stessa cosa da un altro punto di vista, ovvero: “Trattate le persone attorno a voi come se dovessero morire a mezzanotte”. Vale la pena di provarci.

  2. Comfort_noise

    Bellissimi propositi, cara Frou. Ormai sono diversi mesi che ti seguo, e così come quando leggo un libro che mi appassiona, mi immagino le facce di tutti i protagonisti.
    Tanti auguri per uno splendido anno, incasinato quanto basta per farci sentire vivi.

    Comfort_noise

  3. Pingback: Serramenti « Appartamento Olandese (?!)

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