Svezia reloaded.

Sono tornata, solo dieci giorni fa ma mi sembra una vita e mezzo.

Ogni volta che mi sposto da un posto a un altro ho sempre bisogno di una settimana in cui decomprimere. L’esperienza in Olanda è stata oltre ogni aspettativa, sia dal punto di vista lavorativo che (soprattutto) da quello umano. Però di questo ne parlerò un’altra volta. Oggi volevo spiegare perchè mi ci è voluto così tanto tempo per rimettermi in carreggiata e tornare a farmi viva. Il motivo è La crisi. 

[sto vivendo una crisi e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va]

Intendiamoci, la Svezia mi è mancata, come si potrà essere intuito da tutti quei post in cui inveivo contro tutti i diciassette milioni di abitanti dell’Olanda. Il momento in cui ho messo piede su suolo Svedese avevo il mio solito sorriso ebete, quello che da tre anni a questa parte mi spunta sul viso ogni volta che le porte del treno si aprono e vedo il palazzo bianco della stazione. [infatti ultimamente rido per niente]

Per i primi giorni mi aggiravo per le strade semi-deserte e guardando in faccia gli altri sparuti Svedesi, mi pareva che tutti avessero un’espressione serena, quasi che gli avessero appena raccontato una storiella divertente. Andavo in giro a fare le mie commissioni e sentivo che i miei polmoni respiravano a tutta potenza. Un po’ per aver smesso col fumo attivo (poco) e passivo, un po’ perchè l’aria qui è pulita e soprattutto perchè gli spazi in mezzo alle case, i parchi che spuntano ovunque,  le strade larghe e vuote e il cielo stellato che come in Svezia l’ho visto poche volte, bè quello mi fa allargare il cuore e i polmoni. [cosa penso di me, cosa voglio da te, dove sono, cosa sono e perchè?]

Quando ho finito di crogiolarmi in tutte questi pensieri melensi mi sono guardata attorno e ho visto La Crisi.

Non mi ci è voluto molto per vedere la crisi, in realtà. Appena arrivata sono andata a salutare a lavoro, nonostante fosse venerdì pomeriggio. A chiunque chiedessi come andava, la risposta era sempre la stessa: non bene. -Sai, andrebbe fatto questo e quello ma non si sa se ci sono i soldi. -Qui la gente continua a laurearsi e non c’è nessuno che rimpiazza chi se ne va. -Nel mio ufficio sono rimasto solo io, tutti quelli che c’erano hanno finito o se ne sono andati. [so che rimarrò un po’ assente da scuola e forse non andrei nemeno al lavoro]

A girare per i corridori si vede che le persone sono poche e a forza di sentire tutti questi uccellacci del malaugurio mi sono fatta l’impressione che quelli che sono rimasti lavorino con poca lena, proprio perchè li pagano. Che poi è vero che in Svezia non si naviga nell’oro anche in Università, ma la situazione non è così drammatica come i miei colleghi l’hanno dipinta: non si sa quali progetti continueranno nei prossimi anni perchè i capi hanno infilato una dietro l’altra una lunga serie di scelte di merda, ergo quelli che erogano i fondi hanno deciso di mandarli a qualcun altro, gente più capace o semplicemente con idee migliori. Tutto qui. Comunque, io con il mio ottimismo post-Olanda stridevo come un gesso sulla lavagna in mezzo a quelle facce grigie. [ho il sospetto che non sia un buon esempio camminare a un metro e mezzo da terra]

Il problema non è solo il lavoro. Un certo numero di miei amici “Svedesi” aspettava il mio ritorno con un’ansia che nemmeno un bambino a Natale. Mi piace pensare che lo facessero per me, perchè non vedevano l’ora di riavere intorno questo bel visino ma la triste realtà è che il giro delle persone con cui uscire si sta restringendo, pure quello, manco la Svezia stesse precipitando in un buco nero. Così quando è arrivato il fine settimana le aspettative del resto del gruppo erano altissime, per il semplice fatto che ci fosse una testa in più da contare e si sa che quando ci sono grandi aspettative i fine settimana non sono mai come te li aspetti. [una crisi è nell’aria ogni volta che mi sento solo]

Ricapitolando, ovunque mi giro ci sono persone annoiate e demotivate, sono in una landa desolata in cui non c’è un cazzo di persona per strada. Però io prometto che adesso mi metto insieme tutta in un pezzo e ci provo a non farmi risucchiare dalLa Crisi, non mi aspetto di risollevare l’umore di tutte le persone che mi sono attorno e nemmeno di prendere in mano le sorti del dipartimento in cui lavoro, punto più che altro all’autoconservazione. [molto spesso una crisi è tutt’altro che folle, è un eccesso di lucidità]

Anche perchè tra sei settimane a partire da ora si riparte per una nuova avventura: tra sei settimane si cambia ancora e arriva l’Appartamento Inglese!

  1. HappyAladdin

    …’e si sa che quando ci sono grandi aspettative i fine settimana non sono mai come te li aspetti’. La saggezza… se sapessi come si fa la faccina che gira gli occhi, la metterei. Buon rientro, dunque, anche se precario. 🙂

  2. superbalduz

    Fai troppo bene ad andare in UK!! Gli inglesi danno grandi soddisfazioni quando si tratta di prendere in giro le loro bizzarre abitudini!! Non vedo l’ora di leggere il tuo primo post dalla terra d’Albione!!

  3. Comfort_noise

    Buon rientro cara Frou! Cerca di conservare il tuo buonumore! Spero tanto di riuscire ad amare la Svezia come fai tu! 🙂 Per ora ho qualche problema con la freddezza dei suoi abitanti, anche nella vita di tutti i giorni…ti è mai successo?

    • Frou Svedese

      Mi succede quotidianamente! Però credo di essere arrivata a quel punto dell’innamoramento in cui mi sono abituata dei difetti e li apprezzo nonostante tutto. Dici che sono irrecuperabile?

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