Come un film

C’è da dire che quando trovo una metafora mi ci attacco fortissimo: il tema cinematografico la fa da padrone nel mio racconto Albionese!

Giusto per ammazzare le vostre aspettative su questo post vi dico subito che per quanto riguarda i “gossip sugosi” vi tocca aspettare ancora un po’ perchè il Belga torna Martedì. Lo so, avevo promesso sarebbe tornato questo venerdì ma è dovuto andare in Belgio e torna tra qualche giorno. Piuttosto compatite me, che a venerdì mattina mi sono alzata con lo stesso entusiasmo di un bambino alla mattina di Natale e a mezzogiono mi vedo un sms che mi annuncia l’infausto ritardo! L’improvvisa defezione non solo ha dato un’accettata ai miei livelli ormonali (che erano up in the sky with diamonds) ma ha anche fatto sì che questo fine settimana fosse del tutto senza piani.

E adesso che faccio?

Dans la maison (cit.) non c’era praticamente nessuno (d’interessante o quantomeno intellegibile!) e le mie colleghe erano sparse per i contadi di Albione. L’unica saggia soluzione che non prevedesse la mia morte per inedia era quella di mettersi gambe in spalla e andare a visitare una città a caso nel raggio di cento chilometri. Così, un po’ a casaccio, ho scelto un posto e ci sono andata. E lì, su una gradinata al sole ma con un cielo che era grigio blu con delle nuvole intrise d’acqua ho capito. Ho capito tutto lì.
L’Inghilterra io l’ho già vista tutta.
Mi spiego meglio: l’incauta scelta della mia meta è ricaduta su una città di medie dimensioni, una volta polo industriale, ora un posto che si sta inventando come tirare avanti per non cadere in rovina. Cammino per le stradine grigie, con la cartina in mano che il signore all’ufficio informazioni mi ha dato in mano spiegandomi dove andare e cosa fare. Alla fine delle sue dettagliatissime indicazioni fa un cerchio e mi dice “tu vorrai stare in quest’area”. Incuriosita dall’invito, esco alla prima occasione dal “cerchio di terrore” e mi avventuro verso il una zona indicata come il mercato. Belli i mercati, eh? Quelli che vendono i fiori, gli ortaggi e il pesce: i mercati a me fanno subito casa.
Bè, non questo mercato! All’esterno c’era qualche bancarella con merce varia. Il più memorabile era un uomo dall’età indefinibile tra i 30 e i 50, un’espressione corrucciata e lo sguardo vacuo, vendeva prese elettriche e similaria e urlava rivolto a una signora interessata al suo banchetto “It’s fifty piiiiiiiiiiii. Every piece is fifty piiiiiiiiiiiii!“. Non contenta entro al mercato coperto e respiro il profumo di Salmonella a pieni polmoni. Mi guardo attorno e i banchetti sono pieni di cose che hanno visto epoche in cui io non ero ancora nata (cibo compreso), c’erano dei caffè con le cameriere scongelate da una tavola calda degli anni 80, le luci artificiali, le tazze spaiate. Gli avventori del mercato erano una collezione di facce scavate, zigomi sporgenti, occhi segnati da eccesso di metanfetamine, capelli dai colori chimici con le ricrescite di mesi.
Ero parte di Trainspotting e non lo sapevo! Io pensavo che Trainspotting era ad Edinburgo, ma pare che ci sia una succursale pure nel regno di Albione.
Ma non è finita qui. Nel mio lungo peregrinare, sono uscita di nuovo dal cerchio di terrore, con buona pace dell’ omino all’ufficio informazioni, e sono andata verso un parco. La strada per arrivare era lunga e in salita (ci potevate pure mettere le isoipse su sta maledetta cartina!), le case tutte uguali (of course!), in giro nemmeno un anima. Aspettavo che Billy Elliott spuntasse da dietro l’angolo ballando.
Quando sono tornata dal parco (che doveva essere, il parco più bello di tutta Albione, a sentire le guide. Ecco, per inciso, MAI fidarsi delle guide!), vedevo tavolate di uomini nei pub bettole, con dei bicchierozzi di birra alle 3 del pomeriggio, che davvero io alle 3 al massimo mi posso fare un tè caldo, ma ditemi voi! E in effetti l’unico film che per ragioni geografiche mi potevo davvero immaginare era Full Monty. La mia memoria di quel film è purtroppo deviata da una scena iniziale in cui una donna fa la pipì in piedi e io mi sono sempre chiesta come fosse possibile. Purtroppo non sono riuscita a trovare la scena di Full Monty ma là fuori c’è un mondo di donne con l’invidia del pene (queste in particolare prendono la questione molto seriamente).
Albione però non è solo fatta di film moderni.
Per esempio, io abito in mezzo al set di Orgoglio e Pregiudizio.
In fondo a destra c'è Mr Darcy!

In fondo a destra c’è Mr Darcy!

 

Purtroppo questa foto è stata presa nell’unico momento di sole pieno e le mucche erano tutte transumate dall’altra parte del sentierino che non è così spettacolare, ma vi assicuro che con un po’ di nebbia e la luce bassa sull’orizzonte vi potete immaginare la scheletrica Keira che scorrazza felice per i campi con quella sua espressione un po’ così, quella con la bocca semi aperta, che è anche l’unica espressione che fa.

La ciliegina sulla torta è il classicissimo chiesa diroccata con annesso cimitero con lapidi assortite.

Ricordati che devi morire! Mo' me lo segno...

Ricordati che devi morire! Mo’ me lo segno…

Cotale amenità giace accanto alla fermata dell’autobus (e qui la luce mi è un po’ più favorevole rispetto alla precedente immagine!) e la foto in questione è stata scattata il primo giorno d’Albione, mentre cercavo di indovinare la via di casa e il sole incominciava a tramontare. Nel caso mi fossi persa avrei sempre potuto bussare alla porta di questa chiesa diroccata e…

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