La cosa seria

Premessa: adesso che la cosa triste personale si è un po’ stabilizzata e che un po’ di tempo è passato dai tetti di Parigi, torno a gigioneggiarci su. Chè alla fine c’è troppo poco tempo per essere tristi.

Annuncio con gaudio magno che fu scoperta la ragione per cui il mio… ehm… come definirlo? colui con cui intrattengo (o intrattenevo?) una relazione a distanza da quasi tre mesi ha deciso di scomparire dalla faccia del globo terracqueo. Io, fossi in voi mi siederei per accogliere meglio la notizia.

Il fatto è che si è reso conto che era diventata una cosa seria. A questo punto vi pregherei di rileggere la frase precedente intonando la “cosa seria” come foste la zingara Cloris che annunciava l’arrivo della temibile luna nera.

La cosa seria.

Io me le vedo ancora le facce degli ignari concorrenti che si rendevano conto di aver girato la carta sfigata e si portavano mani nei capelli, tiravano giù ogni santo del calendario e soprattutto sentivano nelle orecchie riecheggiare quelle parole cariche di sventura in una interminabile eco che li accompagnerà fino al letto di morte.

E quindi niente, anch’io come i poveri concorrenti sono stata falcidiata dalla ineluttabile piaga della cosa seria. Che poi voglio dire, quando hai una relazione a distanza non la puoi proprio prendere come se fosse una cosa super casual, che ti chiami il pomeriggio e chiedi “hai piani stasera? No, perchè ho visto che c’è un aereo tra tre ore e posso essere lì per una birra se mi vuoi”. Uno deve, purtroppo, metterci un po’ di sforzo, pianificare, fare combaciare impegni e orari e la spontaneità va un po’ a farsi benedire, ecco. E fino a qui posso capire che mettere giù i piani vacanze manco lavorassimo in posta è un’ammazza voglia, sono d’accordo. Però.

Però non si può invocare alla cosa seria dopo nemmeno cento giorni (di te e di me, direbbe Zarrillo). Che cosa avrò/avrai/avremo fatto mai perchè la si sia potuta definire una cosa seria?

Cosa ha fatto lui è che in tempi non sospetti proponeva una vacanza per due da qui a tre mesi, che pure io, nel mio infinito entusiasmo per tutti i piani strampalati mi ero fatta qualche domanda (per poi iniziare a considerare la proposta di buon grado, perchè a me ditemi di partire e io abbocco subito!). Aveva anche specificato che era una storia esclusiva, che non ci sarebbero dovuti essere concubini sparsi su territori internazionali. Aveva dichiarato che era alla ricerca di voli per venirmi a trovare.

Ma non mettiamoci qui a contare le parole dette e quelle sottointese, chè se c’è una cosa che il mondo può decisamente fare a meno di sentire è qualche idiotica recriminazione. Non riavvolgiamo la cassetta per mandare in replay frasi e passaggi decontestualizzati per sentirci meno in torto, io qui voglio fare di meglio.

A questo punto riinvito a sedersi perchè quella che voglio rivelare a quella esigua fetta di mondo che legge queste righe è una grossa succosa verità. Uomini (e anche donne), il mondo non si divide in due categorie, trombamici e materiale da matrimonio. L’ho detto. Già mi sembra di sentire il rumore delle mascelle che cadono. Se, e dico se, non sono quella che entra furtiva nel tuo letto e da lì se ne riesce spiccicando il minor numero di cose possibili ma, dio ce ne salvi, mi ostino a rimanere nel letto e intavolare una discussione più o meno profonda NON, ripeto NON, vuol dire che devi tirare fuori il vestito buono dall’armadio che da lì a qualche tempo ti porto all’altare. Stai sereno.

Capita che ci si prenda per un po’, si stia insieme, anche respirando la stessa aria per più di 24 ore, si condividano certe cose e poi basta.

Oppure no.

Oppure sì.

Molto più probabilmente oppure sì.

(per onore di cronaca, non sono totalmente persuasa che questa uscita della cosa seria sia la vera verità dietro alla scomparsa ma per saperne di più ci toccherà aspettare.)

(io nell’attesa torno ad Albione per un po’. Royal Baby Weirdos: come and meet me!)

  1. HappyAladdin

    Oh God, quanto mi piace! Sei una bomba. Ma lo sai che io sostenendo a gran voce il partito dell’esistenza delle vie di mezzo (e mesi con un argentino matto testimoniano l’ostinazione e l’onestà) mi son trovata in due mesi a pensare: è il padre dei miei figli? Ancora non mi capacito di come una mente analitica e razionale come la mia sia caduta in tale tranello da sciacquette… perché non può essere già l’orologio biologico. Però comincio a riderne, e mi hai fatto ridere, quindi grazie. Buon viaggio, cara.

    • Frou Svedese

      Non apriamo il cassetto “padre dei miei figli” chè io queste domande me le faccio di default, solo per capire a che livello sono di perdita del senno. E comunque che male c’è? Padre o non padre, dobbiamo fare il meglio di quelle grame soddisfazioni che abbiamo, quindi buon recupero a te! 🙂

  2. zubenELG

    Sottoscrivissimo. L’importante è giocarsela. Che se uno ha bisogno di metterci l’etichetta di “cosa seria” secondo me non è sulla strada giusta. Ho giusto visto questa sera un carinissimo film (Goodbye Mr. Holland) ed il concetto che mi è rimasto è proprio il contrario della “cosa seria”. Come dici giustamente all’inizio, c’è troppo poco tempo per essere tristi. E allora affinche sia una cosa seria occorre *divertirsi*. Con questo non voglio sottintendere “leggerezza”, anzi. Anche per divertirsi ci vuole impegno. Quindi sudore e lacrime compresi nel prezzo, ma divertirsi, possibilmente senza fine.
    Apprendo dal TG che il royal baby è nato, metti nel trolley un biberon di Guinness.

  3. lecosesuccedono

    Non se ne salva uno!
    Per altro mi chiedo sempre perché gli altri si spaventino: le cose leggere possono essere tali anche se non finiscono inevitabilmente in nozze entro breve 😉
    Mah, la gente ha paura di tutto ormai..

    Comunque: tranquilla, un po’ di tempo e tornerai come nuova.
    Un abbraccio

  4. superbalduz

    Chissà perchè a certa gente prenda il panico da “cosa seria”, neanche fosse una malattia venerea!
    colgo l’occasione per aggiornarti sulla mia vicenda: dopo il mio ennesimo tentativo di “basta ciccio, il tuo tempo è scaduto, non risponderò mai più ai tuoi messaggini insulsi perchè io non ho mica tempo da perdere con te, pfui”, apprendo oggi, dopo ben 3 giorni di silenzio stampa, che lui ha la broncopolmonite e quindi gli mando un messaggio pieno di ammmmmmoooore in cui gli dico che vorrei essergli accanto e prendermi cura di lui, gli confesso che mi manca da morire e gli faccio anche una battuta carina (di quelle che gli dicevo ai tempi d’oro) per farlo sorridere. Non contenta, guardo anche eventuali voli per precipitarmi da lui nel caso gli venisse l’illuminazione di volere che sia proprio io la Prescelta che gli prepara il brodino di pollo e la mela cotta. Lui mi risponde con una frase del cazzo che sembra copiata da una circolare condominiale e io mi sento immensamente ridicola e fuori luogo e anche un po’ pirla. Sì, sono proprio una grande stratega, tanti complimenti a me. Ecco, quindi sappi che se le tue vicende interpersonali ti danno del filo da torcere, sei in buona compagnia 😉

    • Frou Svedese

      Grazie per gli aggiornamenti! I gossip sono sempre sugosi 🙂 E come hai detto tu, mi ritrovo parecchio nelle tue disavventure, anche se per quanto mi riguarda penso, temo e suppongo di essere sulla via della riabilitazione psicofisica, in attesa che un nuovo inedito (losco) figuro bussi alla mia porta. O almeno è quello che mi piace credere.
      Comunque il sottile piacere autolesionista di pensarsi in men che non si dica su un aereo dà le sue soddisfazioni, anche se lo si farebbe per delle ragioni sbagliatissime.

  5. Pingback: Idee balenghe 2014 | Appartamento Svedese

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