Just press flush

Manco solo da cinque mesi e le cose da raccontare si sono accumulate. Sbrogliare la matassa di tutte le cose che sono successe non è facile. Inizio dall’ultima e se mai si sentirà di riavvolgere il nastro per raccontare ciò che fu verrà fatto.

Sono tornata dalle vacanze una decina di giorni fa, una di quelle vacanze intelligenti fatte a Settembre che ogni volta che ci pensi che ti sei scansato le orde di turisti ti batti il cinque da sola. Una vacanza di disconnessione totale dal mondo albionese che ne avevamo di ben donde delle siffatte. Ma. Perchè dopo tutta questa introduzione c’è un ma. Al nostro ritorno in serata di Domenica, con la mia mente che lentamente iniziava a ingranare i meccanismi lasciati dormienti della spesa da fare, il treno da prendere, il progetto da presentare, ho messo la chiave nella toppa e come ho messo piede in casa ho fatto SCIAFF!

SCIAFF. SCIA-CIAFF! SCIA-SCIA-SCIA-SCIAFF!

E niente, la casa era completamente allagata. Due dita d’acqua ovunque. Ovviamente avevo già acceso la luce dopo il primo SCIAFF, venendo graziata dalla dea dei cortocircuiti, ma almeno si è potuto individuare alla svelta la causa di tale piaga d’Egitto: la cassetta dello sciacquone in ceramica si era aperta come un Mar Rosso in due eque metà, facendo fuoriuscire ettolitri di acqua sulla moquette. La dinamica del fatto, tutt’ora è inspiegabile.*

Ora, la quantità di sfiga e frustrazione sono pressochè incalcolabili (chè io mi rendo conto che ci sono cose peggiori nella vita ma non ve lo auguro che vi si allaghi casa). Però l’esperienza è stata a suo modo catartica, tanto che adesso sono qui a ciaccolarne.

Il giorno seguente ho dovuto prolungare le mie vacanze di un giorno in più per far fronte all’esondazione poichè ero l’unica ad avere a disposizione un giorno di ferie che avanzava. Mi sono messa lì, armata di mocio Vileda nuovo di pacca e ho, un pezzo dopo l’altro, messo a posto le cose. Ho buttato le scarpe (vecchie) che erano rimaste nella stanzina per terra e si erano bagnate e coperte di muffa (lo scenario post allagamento era un po’ pulp, abbiate pazienza), ho tirato fuori le cose che si erano salvate, ho buttato gli scatoloni del trasloco che si erano bagnati e spostato il contenuto in altri scatoloni (di plastica!), ho messo i vestiti che puzzavano di cane bagnato in sacchi dell’immondizia in attesa di una lavatrice. In una giornata ho preso le cose una per volta e le ho messe al sicuro, una dopo l’altra.

Il giorno dopo la moquette ancora abbastanza sciaff sciaff è stata rimossa e da allora viviamo al campetto dell’oratorio, visto che il pavimento della casa è fatto di di quel cemento che ti spella le ginocchia e che quando era ancora bagnato odorava di polvere come dopo una pioggia d’estate. (La puzza di cane bagnato è insita nella moquette. Meditate, gente, meditate prima di mettervela in casa). Tra qualche giorno ci rimettono la moquette nuova (N’altra volta?! Non imparate mai, vero?) e poi tutto come prima.

La lezione di questi giorni di merda è che gli ultimi mesi sono stati un po’ così per tante ragioni (alle quali magari un giorno ritornerò o magari facciamo che si salta tutto a piè pari) ma in questa situazione di merda ho ritrovato lo spirito di quella che sa rimettersi in piedi, in modo assertivo e con determinazione. I mesi passati ero in balia degli eventi, adesso basta, è il momento di essere più propositiva e di cercare di far funzionare le cose anche quando vanno di merda non come vorrei.

Per esempio, analizziamo la stessa situazione del diluvio sciacquonifero. Nello schema delle grandi cose del mondo poteva andare peggio (poteva piovere!). Segue una lista della cose positive, o almeno positivamente negative, che ho identificato nel corso dei giorni:

  • Tra il martedì e il giovedì successivi all’allagamento l’Inghilterra è stata interessata da un’inaudita ondata di calore Settembrina con temperature che hanno raggiunto i 34 gradi. Il campetto dell’oratorio s’è asciugato a tempo record
  • L’appartamento in cui viviamo è al piano terra. Siamo stati una sciagura solo per noi stessi e nessun’altra abitazione ne ha risentito
  • Nonostante l’agente immobiliare non fosse esattamente entusiasta dell’avvenuto, la padrona di casa, una vecchina di 82 fucking anni, non si è scomposta e si è assicurata che il lavoro venisse fatto quanto prima e con il minimo disturbo per noi (qua è tutta una cosa di assicurazioni quindi nessuno sborsa nulla, anche se temo che il deposito dell’appartamento ciao)
  • Gli unici mobili dell’appartamento danneggiati sono due scaffalature IKEA (forza Billy!) da cui si è scollato il microstrato di legno che ricopre l’animo di truciolo e colla. Gli unici mobili che erano nostri tra l’altro. Il resto non ha fatto una piega
  • Delle nostre cose che erano nella casa sono dipartite solo alcuna scarpe (vecchie) e le mie scarpe di danza classica ancora in uso. Danno totale 9 pound
  • Nessun altro danno a cose, persone, animali, fiori e città è stato riportato
  • Ci rimettono la moquette (ah, no quella non è la buona notizia)
  • Ho imparato cinquanta sfumature di parole che indicano il grado di bagnato in inglese (soaked, moist, damp, wet, drenched, soggy) e come si dice cassetta dello sciacquone in inglese, che sarebbe cistern, anche se io all’inizio avevo capito system e mi piaceva un sacco perchè aveva un’aria complottistica, specialmente alla luce dell’incertezza dello svolgersi dello spaccamento del suddetto system/cister

Se questo era l’inizio non può fare altro che migliorare, giusto?

Giusto?!

    • Frou Svedese

      O cinque mesi!
      Mille cose in testa e non riuscire a dirle, e più si aspetta e più si complica fare il riassunto.
      Moquette nuova, inizio nuovo 😉
      E per favore dimmi che non c’è la moquette In Australia!

      • virginiamanda

        Unfortunately… si. Purtroppo è pieno di moquette. Lo so che è incredibile. Ma più la guardo questa città più mi sembra Londra con le palme…
        :*

  1. fughetta

    la catarsi della ripulitura.
    Immagino lo sbatti. A me capitò due anni fa di tornare a casa e non poterci entrare perché erano venuti i ladri, la vicina aveva chiamato la polizia e loro avevano cambiato la serratura.
    Vorrei dire qualcosa di più intelligente, ma aspetto i post successivi per saperne di più dei 5 mesi passati 🙂

    • Frou Svedese

      Non c’è bisogno di dire qualcosa di intelligente, anche le pacche sulle spalle vanno benissimo 🙂
      Mi ricordo di aver letto la tua disavventura della serratura e la polizia. Pure quella deve essere stata una notevole rottura!

  2. nicogio

    «Stendi la tua mano sul mare e le acque ritorneranno sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri» o sui mobili del’Ikea o sulla moquette o sulla perfida albione. ciaf ciaf

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