29 Febbraio, giornata di sensibilizzazione per l’atrofia neuronale maschile

Con un titolo che tiene cinque righe e con una vena di lamento alla “sono piccolo e nero e mi chiamo Calimero” vorrei rendere partecipe il mondo di quello che mi è successo oggi, 29 Febbraio 2016, porcaccia la miseria. Un post pro 8 Marzo, nove giorni prima e per ricordare che gli idioti sono ovunque.

Dopo un lungo scambio di mail, finalmente oggi  a lavoro avrei dovuto ricevere un venditore per discutere l’acquisto di alcune attrezzature per il laboratorio, in cui lapalissianamente lavoro. Il mio capo avrebbe normalmente gestito la cosa, ma oggi non era disponibile e quindi ha incaricato me e la mia collega per sostituirla. Ha avvisato il venditore che avrebbe trovato noi e non lei e tutti eravamo felici e contenti. Ora, bisogna precisare che la mia collega ha un nome da maschio che non starò a specificare usandone uno di fantasia che è Collego. L’ora dell’incontro con il venditore si avvicina e Collego è impegnata altrove, quindi rimango io in trepidante attesa dell’avvento di costui.

Ecco che suona il citofono, rispondo “Chi è?”, “Sto cercando Collego”, “Collego non c’è ma ci sono io, lei è il Venditore?”, “Sì”, “Le vengo ad aprire”. Scendo le scale per andare alla porta nemmeno fossi a Sanremo e gli stringo la mano. “Sono Frou, Collego non c’è, il mio capo non c’è (un’ecatombe!) ma sono più che al corrente di ciò che dobbiamo discutere (infatti ero tra i contatti della mail) quindi possiamo andare nella sala riunioni e iniziare anche senza Collego”. Nonostante la mia introduzione e la rassicurazione che anch’io sono capace di parlare, scrivere e far di conto lo vedo che continua ad avere dei dubbi: sta sciacquetta che si ritrova davanti, giovane, inesperta e soprattutto donna, potrà mai essere all’altezza per un meeting con me? Alla fine mi chiede “Ma tu da quanto lavori qui?”. Da abbastanza tempo per sapere che sei un prevenuto e un sessista ma vieni che ti preparo un caffè, visto che la cucina è il luogo più adatto per me.

Dopo aver pattuito la preparazione di alcuni preventivi con il venditore, nonostante i miei quotidiani squilibri ormonali e trattenendo a stento le lacrime quando mi ha detto che il modello vecchio di uno strumento non è più disponibile ma è stato sostituito da un prodotto equivalente, mi accingo a confrontarmi con un altro pirla uomo che non deve chiedere mai. Anzi, deve chiedere sempre ma non a me. E nemmeno a Collego. Bensì deve chiedere all’unico uomo che siede nel mio ufficio.

Facciamo un passo indietro. Stiamo portando avanti un progetto io, Collego e l’uomo-che-non-deve-chiedere-mai (che abbrevieremo per semplicità UCNDCM). Abbiamo fatto un meeting con i capi Venerdì scorso (26 Febbraio, circa 80 ore or sono), abbiamo analizzato quello che è stato fatto fino ad ora e discusso di quello che ci rimane da fare. Un piano semplice, prima A poi B e se non funziona C. Facile e lineare. Stamattina mi ritrovo una mail in cui UCNDCM chiedeva a me, Collego e l’unico uomo del mio ufficio (che è uno esattamente come me, capo di nessuno con le stesse conoscenze mie e di Collego) di fare un meeting per discutere di ciò che era già stato discusso Venerdì.

Non è la prima volta che capita: UCNDCM mi chiede “Cosa devo fare?”, io gli rispondo “A!” ma non si fida. Chiede a Collego che gli risponde “A!” ma non è abbastanza. Chiede all’unico uomo nel mio ufficio che gli risponde “A!” e allora dice a me e a Collego “Dobbiamo fare A!”. Ma va?! A.

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  1. Krystal

    I've found a lot of great recipes on Pinterest, too! That salad looks great! I'm so glad you had a nice time with fr.d.esi.nthey are the spice of life, aren't they? Blessings, Joan

  2. http://goanalyze.info/ifastnet.com

    grazie a dio specchio ha chiuso… e un tempo era addirittura settimanale: incluso nel giornale del sabato (con prezzo aumentato ovvio, e non era possibile evitare di comprarlo prendendo solo il giornale).quanto all'argomento del topic: "beate le giovani menti" e "invecchia solo chi smette di giocare"… e non importa se si parla di 30, 40, 50 o 100 anni… (e, no, non confonderlo con un'elogio all'infantilismo eh…).

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