Categoria: Svedese

Prendetemi così!

Cari Svedesi, sono ormai due anni buoni che sono fra voi e non mi raccapezzo ancora quando viene il momento di adattarmi ai vostri usi e costumi.

Vada per lasciare le scarpe sull’uscio di casa (anche se non è la tua), per la birra portata da casa e per il tacito divieto di usare gli ombrelli ma di alcune cose proprio non mi abituerò mai!

Oggi per esempio, ero in palestra e arriva lo svedese-camomilla. Mi passa davanti, litiga con il tapirulan per 5 minuti, se ne va. E non saluta! Va bene che eravamo nello stesso edificio fino a un’ora prima ma almeno una manina. Qui tutti fanno così, se non sei il loro amico dai tempi dell’asilo non ci si saluta per strada chè sta male. Si guarda per terra o un punto qualsiasi dell’infinito ma fare contatto visivo è così invadente! Però se siamo nello stesso spogliatoio in palestra non ce ne importa niente: giù tutto e non ci siano vergogne. Occhi no ma chiappe all’aria sì: mi dite dov’è la logica?

Un altro esempio risale ad una settimana fa. La sera mentre rincasavo, trovo sulla strada davanti alla mia porta un ragazzo che spinge una macchina. Spinge è un parolone: ci prova! Allora (il tutto in svedese!) gli chiedo se serve una mano. Si guarda attorno e un pò spaesato accetta. In due spingiamo la macchina di qualche metro, con il solo risultato che adesso è proprio in mezzo alla strada. Ok, realizziamo che non si va da nessuno parte: la batteria è morta. Gli dico che abito proprio qui e che posso chiedere ai miei vicini se lo possono aiutare a ricaricare la batteria con i cavi (io non ho nè cavi nè macchina!). Bussiamo alla prima porta ma non hanno i cavi, ma alla seconda siamo più fortunati e la signora ha tutto il necessario ma proprio ora deve portare suo figlio alla scuola calcio. Chiede se possiamo aspettare 15 minuti. Fuori ci sono -12 gradi, che è anche la ragione per cui questo povero Cristo è rimasto a piedi, così lo invito a salire mentre aspettiamo. Se già era spaesato quando gli ho chiesto se voleva una mano a spingere la macchina, adesso è totalmente perso. Mentre siamo in casa parliamo del più e del meno, aspettando che la vicina ritorni, mi confessa che quello che ho fatto è molto “osvensk”, cioè non consono allo svedese medio. Caro mio, cosa ci devo fare se è osvensk? Ti lasciavo in mezzo alla strada a non spingere da nessuna parte la tua macchina? Mi giravo dall’altra parte? Lo sapevo che anche in questa occasione dovevo o guardare per terra o fissare il punto nell’infinito mentre passavo oltre. Non c’era uno spogliatoio per cui non era l’occasione per spogliarsi.

Ovviamente, c’è anche il rovescio della medaglia. Quando ho raccontato la vicenda agli italiani la reazione generale è stata: E tu ti sei tirata in casa uno sconosciuto di sera?

Paese che vai, usanza che trovi. Però cari i miei Svedesi certe volte voi siete strani forte!

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Chick Lit

Un libro vi seppellirà, giusto? Ecco perchè io inizo ad averne le metta sensazione.

Premessa: non mi voglio atteggiare a radical chic che legge i libri scritti da autori depressi cronici con problemi di alcolismo che solo pochi eletti hanno avuto tra le mani e nemmeno pretendo di avere tutto il sapere della letteratura passata, presente e futura nelle mie mani. Voglio solo chiarire un punto e farmi dei nemici.

Arrivo da 5 mesi di “Guerra e Pace”, in cui quando mi si chiedeva com’era io rispondevo “adesso è guerra” oppure “in questo momento c’è la pace”, che sarà anche un capolavoro della letteratura russa ma rimane sempre una bel laterizio. Adesso sto leggendo un libro più leggero, anche perché a trovarne uno più pesante bisognava fare proprio una selezione di fondo!,  che in italiano si intitola “Il tempo è un bastardo” e in inglese è “A visit from the goon squad”. Comunque, dopo nemmeno una settimana già approccio la metà per cui iniziavo a preoccuparmi di cosa voglio leggere dopo per evitare noiosi framezzi. Quindi vado su Amazon.com e cerco tra i “consigli” che appaiono quando selezioni un libro che ti è piaciuto, chi in realtà non sono altro cosa altro hanno comprato quelli che hanno comprato anche il “tuo” libro. Insomma è una marchetta che tante volte non aiuta ma quando si brancola nel buio come faccio di solito io è già meglio di niente. In questo caso non ha portato a grandi frutti perchè gira che ti rigira escono sempre i soliti 20 titoli che hanno venduto frillioni di copie e che tu hai già depennato parecchi “consigli” fa dalla tua lista delle letture future.

Trovo quindi che Amazon ha un sistema di classifiche e mi ci inoltro. Uscita dalla selva dei libri motivazionali e delle diete che occupano tutte le prime posizioni grazie a delle selezioni di sotto-categorie mi ritrovo nella zona romanzi – novità. Niente di meglio che un libro fresco di stampa! Un buon 80% di quei libri aveva in copertina donne anelanti, tartarughe al vento e sguardi lascivi: una miniera di Harmony! Ma io mi chiedo ma questo è quello che legge la gente?

E la risposta è sì. Ieri sera ero al pub con amici, tra cui una ragazza italo-svedese che dovrebbe aiutarmi con la lingua ma che dopo quello che è successo mi insegnerà parolacce dicendomi che vogliono dire “grazie” e “prego”.

Si parlava di libri e che secondo lei io dovrei proprio leggere dei libri in svedese per impararlo perchè il mio metodo vai e parla come sai secondo lei non potrà mai funzionare ma leggere cose che non so come si pronunciano farà la magia. Va bene, ti do corda. E cosa leggo? Perchè una volta mi sono messa a leggere Henning Mankell ma non sono durata più di 20 pagine. Il segreto è leggere qualcosa di facile! Ok, allora cosa ne dici se leggo uno di quei libri thriller in cui l’assassino è il maggiordomo e l’investigatore se la fa con la bellona di turno che però alla fine si scopre che è lei che ha commissionato il delitto? Oppure ci sono anche quei libri tipo soap opera, con la bionda che incontra qualcuno e 150 pagine dopo vivono felici e contenti dopo una buone dose di seghe mentali! Lei dice che il secondo tipo va meglio. Io ribatto che adesso devo solo trovare il coraggio di andare in libreria a comprarlo e sperare che la cassiera non rida di me perchè leggo certe sciocchezze. Lei risponde che quel tipo di libri è l’unico che legge. A venti e qualcosa anni, con una vita tutta davanti senti davvero il bisogno di leggere quello per dare un tono alla tua monotonia? Non vorresti leggere di drammoni, di risate, di storie di tutti i giorni che non parlano solo di amorazzi alla Ridge e Brooke?