Blog buster!

Doveva succedere prima o poi. Una settimana fa sono stata scoperta.

Il mio moroso, sornione o forse no, mi chiede “Ma tu ce l’hai un account Twitter?”. Io, nonostante la domanda non fosse esattamente pertinente, mi sono costituita. “Sì, ce l’ho un account Twitter, ma è connesso al mio blog di WordPress, e anche al Tumblr a volte, che al mercato mio padre comprò”.

Nonostante un anno abbondante di convivenza e la condivisione di un telefono mi sento rispondere, “Immaginavo avessi un account wordpress, perché ti arrivano delle notifiche ogni tanto ma non credevo che ci scrivessi TU”. IO! Sì, proprio IO. Anche se ultimamente qui ci faccio le comparsate, altro che.

Nonostante le notifiche, la possibilità di accedere al blog pur non conoscendone l’indirizzo e la curiosità che tutte le scimmiette hanno, ho fatto promettere di non leggere mai e poi mai il blog. Un po’ perché mi vergogno (che se legge dio sa chi va bene, ma il moroso no) e un po’ perché mi ri-vergogno e stra-vergogno di quello che ho scritto prima che arrivasse lui.

Quindi, o moroso, se capiti qui contravvenendo ad ogni promessa non mi arrabbierò con te. Ma NON leggere, ripeto NON leggere, tutto ciò che è stato scritto prima del Maggio 2014. Grazie. Che va bene che tutti abbiamo avuto una vita prima di incontrarci. E va bene che praticamente sai di tutte le persone rilevanti (anche di quelle si sono distinte per i livelli di stronzaggine). Però le cose che ho scritto in tempi lontani potrebbero sembrare più drammatiche di quanto in realtà non lo siano ora, in prospettiva, con qualche anno di stagionatura e con uno spoiler sul finale della maggior parte di quelle vicende.

Grazie.

Di tutte le persone che mi potevano sgamare, poi, dovevi essere proprio tu? Per certo non posso saperlo, però non credo che qualcuno che conosco davvero abbia mai trovato questo blog. Nonostante per un bel po’ di tempo (forse anche ora?) in qualche modo si poteva risalire a una mail in cui comparivano parte dei miei dati anagrafici. Non sono sicura sia possibile fare il contrario, ovvero arrivare al blog conoscendo la mail. Se invece, cari amici amici, mi avete turlupinato e perseverate nel leggere i miei sproloqui per favore fate ciao con la manina. Che se siete qui a leggere ci vuole proprio la vostra pazienza. Solo una volta ho letto il blog della ragazza di un mio amico (che sono anni che noi amici aspettiamo che lui la lasci), che però pubblicava il link su facebook e quindi non c’è stalking formalmente. La mia carriera di lettrice turlupinatrice finì presto poichè oltre a un generale disinteresse per le collanine fatte da lei e per le sue vicende in generale non potevo più sopportare la vista della punteggiatura messa casaccio: non si scrive parola .spazio .punto ma si. fa. COSÌ! Per non parlare degli abusi dei puntini di sospensione, usati come ………………… fossimo ai tempi delle elementari, che se ne metti più di quattro io penso che ci devo inserire una parola io su quei puntini.

Comunque, conoscenti che (molto probabilmente) non mi leggete, Grazie anche a voi per la collaborazione. E grazie anche a quelli che non sprecano i puntini di sospensione. Soprattutto a loro.

 

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  1. virginiamanda

    Moroso che legge il blog? Celo!
    Lui dice che lo fa quando non ci vediamo per tanto tempo e si fa delle gran risate. Che te devo dì? Contento lui!
    (Ah, e poi ti. Volevo. Regalare. Tanti. Puntini. Di. Sospensione……………)
    Un abbraccio! 😉

    • Frou Svedese

      Grazie…… Sono………. Bellissimi!!!!! (anche l’abuso dei punti esclamativi andrebbe punito con carcere duro)
      L’Orso che legge per far fronte alla lontananza: contento lui magari sì, ma tu?

      • virginiamanda

        Beh, il blog è pubblico. Tempo fa ho smesso di farmi problemi per chi lo legge. Non nomino mai né posti (non ho mai detto in quali città abitavo, ma solo il Paese), non parlo di situazioni personali di altri, e se lo faccio non rendo mai riconoscibili le persone (mai nomi, mai città, mai età). Insomma, non dovrei essere penalmente perseguibile 😀
        Per quanto riguarda l’Orso… beh, lui è il mio amore. (Sì, lo so, suona melenso ma per comprendere tutte le categorie di coinquilino, confidente, spalla su cui piangere, spalla per le parti comiche cabarettistiche, fidanzato, quello che un giorno ha firmato che sotto “any condition” avrebbe provveduto a me… e tante altre cose). Quello che scrivo non è contro di lui, ma è quello che penso. Quindi prima o poi arriva a lui comunque. Se lo vuole sapere sia oralmente che per iscritto… problemi suoi! 😀
        (Spero tu abbia apprezzato l’abbondanza di puntini di sospensione)

  2. bastax

    mah, se ti consola forse le statistiche con le provenienze degli accessi possono aiutarti, una volta beccai così un mio amico, ma erano i tempi di splinder e shinystat o come si chiamava, che ancora un po’ ti diceva anche da che palazzo era stato fatto l’accesso 😀
    Tra gente di fiducia non dovrebbe comunque essere un problema. Anche se poi la gente appunto è curiosa, il mio blog lo leggeranno in 4 e 2 son persone che mi detestano per un motivo o per l’altro 😀 è limitante, poi ti sembra di non poter dire nulla!

    • Frou Svedese

      Una volta mi ero fissata con le statistiche delle provenienze anche se su WordPress dice solo la nazione. Mi ero fatta venire una mini paranoia per una coincidenza di eventi di vita vera e esternazioni sul blog. Ma magari me lo sono immaginato io. Magari no. Più probabilmente me lo sono immaginata.
      Però gli hater sul blog sono una condanna. Tu, nel dubbio, https://youtu.be/nfWlot6h_JM

  3. fughetta

    Ti racconto la mia. Avevo un blog un tempo. Ci scrivevo cose. Siccome il blog era la mia valvola di sfogo ci scrivevo cose personali. Siccome però non sono scema, non ho mai fatto nomi o cognomi, né di persone né di posti. Ovvio che mia sorella, che il blog lo leggeva, sapeva di cosa parlassi, ma un perfetto sconosciuto no.
    La faccio breve.
    Scoprii ad un certo punto che una mia amica mi leggeva. Non solo mi leggeva, mi commentava. Non solo mi commentava, ma lo faceva con un altro nome. Non solo tutto questo, ma era una persona che vedevo quasi quotidianamente. E che avrebbe voluto avere con me un rapporto probabilmente più stretto di quello già molto stretto che avevamo. Pretendeva un’esclusività che io non volevo darle. E trovò (non so come, e non lo voglio nemmeno sapere) il blog e prese a commentare sotto mentite spoglie. Una volta mi lasciò un commento che mi suonava strano, non saprei spiegarlo altrimenti. Lasciai perdere. Ma ad un certo punto, non ricordo nemmeno come, capii. Quando la beccai mi ci volle un po’ per riprendermi dalla brutta sensazione di essere spiata, peraltro da una persona che condivideva un sacco di cose della mia vita, non un’amica all’altro capo del pianeta. Non trovavo giustificazioni. Dopo un po’ mi feci coraggio e gliene chiesi il motivo. Negò ma era chiaro che mentisse, credo che mi abbia prima detto che sì l’aveva trovato il blog, ma no non commentava. Non me la bevvi.
    Inutile dire che da quel momento l’amicizia si è cristallizzata, almeno per la sottoscritta.
    I blog sono una parte della nostra vita. Non tutta, una parte. Nel mio caso la più disperata e lamentosa che di solito salta fuori poco. Chi legge cose che non deve, scopre cose che non vuole…

  4. Maryland

    Sounds great! I love the picture of your son knocked out from so much fun. Gotta love taking those of our kids – right? We will be in Nashville in about a week and a half — wha#2t8&17;s a good way to spend the afternoon without breaking the bank?

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